Der Thron

Stubenberg am See, 5° Simposio Internazionale di Scultura in Legno, 2012

Ho avuto la grande gioia di partecipare al Simposio di Scultura in Legno al Castello di Stubenberg. Per un’intera settimana abbiamo lavorato nel cortile, sotto il cielo aperto, circondati da antiche mura di pietra, con la vista sulle arcate. Era un luogo carico di storia, ed è lì che è nata la mia scultura, “Il Trono”.

Ho lavorato con legno di larice, un materiale forte e resistente, dal caldo tono rossastro. Il larice non è un legno che si lascia modellare facilmente. Ha un carattere proprio. Lavorando con motosega, scalpello e mani, l’ho percepito subito: questo legno è vivo. La sua venatura, la sua durezza, il suo profumo, tutto ha plasmato profondamente il processo creativo. Era la scelta perfetta per quest’opera.

“Il Trono” è un oggetto potente, organico. La sua forma si avvita verso l’alto, come se stesse crescendo o sollevandosi. Parla di movimento, di ascesa ma anche di caduta, della perdita di potere e dignità. Le sfere lungo i lati ricordano esseri viventi, cellule, o forse sono manifestazioni dei miei pensieri e sogni. In me, tutto è sempre interconnesso.

Alla base c’è un sedile, sì, è pensato per sedersi. È davvero un trono, non solo di nome ma di spirito: un luogo per riposare, ma anche per sentire. Pensate in modo pratico! Chi si siede può percepire il legno, la sua forza, la sua storia, la sua texture. La grande madre.

What I loved most was how people approached the sculpture. Some were cautious, others curious, many with a smile. Others used it right away to pose or simply take a short break. The atmosphere during the symposium (as almost always) was warm and welcoming. Artists from various countries, each with their own language, technique, and energy,  yet united through the art and the place.

Per me, “Il Trono” è un’opera che parla di elevarsi e di integrità, di essere umani, di crescere e fallire. E di quanto sia bello quando l’arte non esclude, ma invita a restare per un po’.

Burgenland (Austria) 2012

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