Come collettivo artistico con una profonda affinità per la scultura sperimentale e la riflessione sociale, partecipare al simposio di scultura lignea “Van Spitz” nella Valle dei Mocheni è stato per noi un onore e un arricchimento speciale. La nostra scultura “II + I = IV” fa parte della serie “Cruxials”, un insieme di opere che ci accompagna e ci ispira da anni. Questa serie è caratterizzata dalla forma iconica della croce, che interpretiamo e utilizziamo in modi diversi per affrontare temi universali. Le “Cruxials” non sono croci religiose nel senso tradizionale, ma metafore dei fardelli e delle sfide individuali che ciascuno porta nella propria vita. Così l’hanno compresa anche i visitatori dell’evento.


La scultura “II + I = IV” affronta temi che non solo ci sono personalmente significativi, ma che hanno anche un’ampia rilevanza sociale: la divisione dei ruoli tra uomo e donna, l’equilibrio tra vita personale e professionale, e la responsabilità che ciascuno ha verso se stesso e gli altri, nella solidarietà e nel rispetto. Le figure, disposte nella nostra tipica forma a croce una sopra l’altra, simboleggiano l’interazione e le dipendenze di queste forze. Ogni figura sostiene la successiva, mentre quella più bassa regge il peso dell’intera struttura, simbolo dei portatori silenziosi della nostra società, spesso ignorati.
L’interazione tra forma e simbolismo risulta particolarmente impressionante nel contesto della Valle dei Mocheni. La scultura sorge da un ceppo di albero grezzo, ancora radicato, e sembra fondersi con la natura, pur lottando contemporaneamente contro di essa nella sua forma umana. La gamma cromatica (legno grezzo e non trattato e strati di colore a contrasto) vuole conferire ulteriore forza espressiva all’opera, mettendo in risalto le figure come se fossero nate direttamente dall’albero. Questo sottolinea il legame profondo tra natura, umanità e arte.


Un altro aspetto a noi particolarmente caro è l’interpretazione della scultura da parte del pubblico. Il linguaggio visivo semplice, quasi primitivo, lascia ampio spazio ad associazioni individuali. Alcuni visitatori hanno visto nella scultura una famiglia, in cui ciascuno ha il proprio ruolo e responsabilità, mentre altri hanno interpretato le figure come una critica alla società lavorativa moderna, dove gli individui spesso crollano sotto il peso delle aspettative eccessive. Questo scambio con il pubblico è essenziale per noi come artisti, perché ci dimostra che le nostre opere non sono statiche, ma vive e costantemente arricchite di nuovi significati in dialogo con chi le osserva.
La partecipazione al simposio “Van Spitz” ci ha dato l’opportunità di presentare il nostro lavoro a un pubblico internazionale, creando al contempo un legame più profondo con la cultura e la comunità locali. La comunità di Frassilongo e gli organizzatori del simposio hanno creato un ambiente in cui l’arte poteva fluire liberamente e ispirare. Particolarmente significativo è stato il supporto delle istituzioni locali, come la Pro Loco di Frassilongo, la Comunità Alta Valsugana Bersntol e il ristorante Van Spitz, che hanno offerto grande sostegno agli artisti, rendendo questo simposio un evento speciale. Questa collaborazione ha creato uno spazio creativo dove gli artisti non solo hanno realizzato le loro opere, ma hanno anche trovato nuova ispirazione per se stessi.


La scultura “II + I = IV” resta in questo luogo come simbolo delle relazioni e delle sfide umane, un silenzioso promemoria che ciascuno ha la propria croce da portare, ma che tutti, in qualunque ruolo, sostengono e plasmano una parte del tutto. Speriamo che quest’opera continui ad avere impatto negli anni a venire e ispiri i visitatori alla riflessione. Per noi il simposio è stata un’esperienza indimenticabile, che ci ha arricchito e ispirato come artisti. Grazie!
Trento 2017

