Mother and Son

Nel 2013 ho avuto la grande gioia e la sfida di organizzare il primo simposio internazionale di scultura su pietra “La Forza del Sogno” a San Marino insieme a colleghi meravigliosi, tra cui il mio caro amico, lo scultore francese Christian Ibáñes.

Fin dal primo momento, dall’idea iniziale alla scelta degli artisti fino alla realizzazione sul posto, tutto è passato dalle nostre mani. È stato un periodo intenso, fatto di scambi creativi e organizzativi, che mi ha segnato profondamente. Ancora oggi sono orgoglioso di ciò che siamo riusciti a costruire insieme.

Christian, in quel tempo, non ha solo realizzato un lavoro artistico straordinario, ma ha anche contribuito al successo dell’intero simposio con grande cuore e precisione. La sua capacità di dialogare con la pietra continua a colpirmi, ogni volta.

La mia scultura, nata durante il simposio, si intitola “Mother and Son”. È scolpita nel marmo più pregiato di Carrara, un materiale che, con la sua luminosità, la sua omogeneità e quella superficie quasi sensuale, parla una lingua tutta sua. È proprio per questo che, da sempre, è la pietra più desiderata nella scultura. L’abbiamo scelta consapevolmente. 

Il contrasto che crea con l’architettura medievale grigia di San Marino è stato uno degli elementi decisivi. Grazie a uno sponsor di Carrara, generoso e attento, i blocchi di marmo sono stati tagliati su misura per noi, e ci è stata assegnata la prestigiosa qualità A.

La mia scultura raffigura una delle mie tipiche figure femminili sedute, voluminose, radicate, colte in un gesto quieto, composto.

Come in molte altre opere, porta con sé una forza calma, una serenità piena. Il braccio sinistro si inarca sopra la testa con naturalezza, in una posa che suggerisce raccoglimento e introspezione. La mano destra riposa sul grembo, in un gesto protettivo, un richiamo sottile alla maternità e a un legame interiore. La collana sul petto, con l’amuleto del figlio, non ha bisogno di spiegazioni.

Quella che a prima vista può sembrare una testa astratta o surreale contiene in realtà un elemento centrale del mio lavoro: la spirale, la forma della conchiglia. La forma „Schneck“. È un motivo che ritorna, una vera firma del mio linguaggio artistico. Per me la spirale è crescita, trasformazione, un movimento ciclico e organico che scorre verso l’interno e verso l’esterno.

In questa scultura rappresenta il bambino, il figlio, che sembra emergere dal nucleo della madre e allo stesso tempo resta inseparabile dai suoi pensieri, dalle sue emozioni, dal suo essere. Il legame tra madre e figlio non è mostrato attraverso una figura fisica, ma attraverso una forma metafisica: la spirale come simbolo del flusso della vita, dell’origine, del futuro.

Anche la vista posteriore della figura per me era fondamentale. Una lunga treccia stilizzata scende lungo la schiena, un contrappunto delicato alla massa del corpo.

È femminilità, è continuità, è memoria culturale che passa di generazione in generazione.

Come tutte le opere realizzate durante il nostro simposio, Mother and Son ha trovato la sua collocazione permanente lungo le mura storiche di San Marino, e la mia è posizionata accanto a una delle porte principali della città. Per me è un onore particolare. Non la vedo solo come una scultura, ma come un simbolo di collaborazione, in senso più ampio: un principio creativo, la forma concreta di sogni che hanno preso corpo.

Dentro Mother and Son c’è molto di me, la mia voce artistica, le mie immagini interiori. Sono profondamente grato a tutte le persone che hanno preso parte a questo progetto, e in particolare a mia madre Birgit, che mi ha dato la vita.

San Marino 2013

Condividi questo articolo

More by F.A.C.