Selected leftovers

Non si può mostrare tutto. La mia arte non è un archivio perfetto, è il mio rapporto di sopravvivenza.

Questa piccola selezione di residui è solo un frammento di ciò che è accaduto negli anni: echi, incidenti, esperimenti che hanno rifiutato di morire.

In Art is War (2010), la ruota senza fine del capitalismo divorava i suoi stessi credenti, un santuario meccanico di stanchezza, desiderio e tradimento di sé, che girava alla velocità di Google.

Al Bologna Motor Show del 2008, emerse un’opera sull’anatomia dello spettacolo, su come le donne venivano trattate come superfici lucide, cromo per lo sguardo maschile. Divorate vive con i tacchi.

La risposta arrivò con *United Amazons*, un’installazione di vendetta in cui le guerriere riaffermavano il loro potere e ribaltavano il gioco.

Poi ci fu I Hero a Verona nel 2012, una sporca bomba atomica, il cui conto alla rovescia poteva fermarsi solo se ti ponevi direttamente davanti a essa. Nel momento in cui distoglievi lo sguardo, il tempo continuava. Una fragile metafora di responsabilità morale e codardia.

La lampada funzionale Wolfschanze poneva la domanda: come vivrebbe il nipote figo del Führer?

Una lampada plasmata dalla follia ereditata, una battuta domestica sul male, elegante e assurda nella sua volgarità.

In Your Game rigiocavamo il labirinto burocratico dell’asilo, una crudele partita di calcio su terreno europeo, ogni mossa governata dal caso, dalla lingua, dalla paura e dal denaro.

Il Bottleneck Effect nacque nel nostro villaggio di montagna: i bambini locali distruggevano le nostre stesse sculture, noi spingevamo i frammenti attraverso un collo di bottiglia e li ricastavamo in resina.

Distruzione come eredità, una nuova scultura nata dal vandalismo collettivo.

Ci fu anche Just Fishing, il mio lavoro silenzioso sul negazionismo americano, un sottomarino tedesco ancora mostruoso VIIC/41 e uno yacht americano, congelati nel marmo, una lenta collisione di innocenza, colpa e il loro rovesciamento.

Non sono certo tutti, ma i residui selezionati, sparsi per il mondo.

Appena abbastanza per raccontare una storia.

Appena abbastanza per ricordare di cosa si trattava.

Come diciamo al F.A.C.:

“Amatevi l’un l’altro. Il resto è solo manutenzione.”

Europa, 2008

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