The NO!art Movement

NO!art è un movimento radicale d'avanguardia anti-arte nato a New York nel 1959. I suoi fondatori cercavano di dare uno shock alla società consumistica compiacente che li circondava.

Il movimento è stato iniziato da Boris Lurie, Sam Goodman e Stanley Fisher, che si erano uniti per organizzare mostre alla March Gallery. Hanno dato al movimento il nome NO!Art in occasione della loro mostra alla Gallery Gertrude Stein. Si posero contro le tendenze contemporanee dell’Espressionismo Astratto e della Pop Art, e usarono la loro arte per attaccare il fascismo, il razzismo e l’imperialismo in politica.

Le mostre NO!Art avevano titoli come Doom Show, Involvement Show, No Show e Vulgar Show. Spesso affrontavano temi scatologici; in una mostra, la No Sculptures/Shit Show del 1964, le opere ricordavano mucchi di escrementi. L’Olocausto era un tema ricorrente e gli artisti a volte si riferivano provocatoriamente alle loro opere come “Jew Art”. Nell saggio Bull by the Horns, il critico Harold Rosenberg scrisse: “NO!Art riflette la miscela di merda e crimine con cui i mass media inondano la mente del nostro tempo. È Pop con veleno aggiunto.”

Dal 1999 fino al 2022 il NO!Art è guidato da Dietmar Kirves (sede Berlino), e attualmente da Clayton Patterson (sede New York). I membri includono Rocco Armento, Isser Aronovici, Enrico Baj, Paolo Baratella, Herb Brown, Ronaldo Brunet, Guenter Brus, Al D’Arcangelo, Aleksey Dayen, FrankKirk Ehm-Marks, Erró, Klaus Fabricius, Charles Gatewood, Paul Georges, Jochen Gerz, Dorothie Gillespie, Esther Morgenstern Gilman, Amikam Goldman, Leon Golub, Blalla W. Hallmann, Harry Hass, Allan Kaprow, Kommissar Hjuler (Detlev Hjuler) e Mama Baer (Andrea Katharina, Ingeborg Hjuler), Yayoi Kusama, Konstantin K. Kuzminsky, Jean-Jacques Lebel, Martin Levitt, Suzanne Long (Harriet Wood), LST, Enzo Mastrangelo, Stu Mead, Peter Meseck, Lil Picard, Leonid Pinchevsky, Bernard Rancillac, Francis Salles, Naomi Tereza Salmon, Reinhard Scheibner, Bruno Schleinstein, Dominik Stahlberg (Fronte Acciaio Cromato), Michelle Stuart, Aldo Tambellini, Seth Tobocman, Jean Toche, Toyo Tsuchiya, Wolf Vostell, Friedrich Wall, Mathilda Wolf, Natalia E. Woytasik, Miron Zownir.

Dichiarazioni:

NO!Art è continuato ben oltre il 1964 e anche prima del 1958. La data di “taglio” 1964, come sostenuto dagli storici dell’arte, è del tutto artificiale. Tali date di taglio sono comuni per gli storici dell’arte, a fini di catalogazione e, cosa più importante, per l’accreditamento del valore monetario nel mercato dell’arte.

Le date di taglio hanno anche un effetto devastante sulla produzione degli artisti, che in questo modo vengono convinti che ciò che producono dopo una data di taglio sia secondario e non appartenga più ai “nuovi tempi”. Eppure il mercato dell’arte lo detestava, per ragioni pratiche legate alla confusione sul valore monetario. Questo è il motivo principale e reale per cui storici e critici insistono su questa misura falsa. – Boris Lurie, 2003.

NO è razionale e il razionale è NO. – Dietmar Kirves

DA DOVE VENIAMO? DOVE ANDIAMO? DOVE SIAMO? Quegli artisti e/o gangster dell’arte, operatori e speculatori che avevano “dimenticato” che l’arte riguardava questo (e non il successo commerciale, la politica culturale o il luccichio hollywoodiano) ora subiscono i risultati del loro stesso veleno. In sostanza, nulla è cambiato da Gauguin: siamo oggetti o soggetti della nostra storia? – Jean-Jacques Lebel

L'ARTE NON È UNO SPECCHIO per riflettere il mondo, ma un martello con cui modellarlo. – Vladimir Mayakovsky

 

MANIFESTO

NO!art occupa il punto strategico in cui la produzione artistica incontra l’azione socio-culturale. NO!Art prende di mira l’intellighenzia ipocrita, la manipolazione culturale capitalista e il consumismo. NO!Art mira a un’espressione totale e senza vergogna nell’arte, che conduca a un coinvolgimento sociale.

NO!art è anti arte da investimento del mercato globale: arte da investimento = manipolazione culturale.

NO!art è contro gli estetismi “clinici” e “scientifici”: tali estetismi non sono arte.

NO!art è contro l’accumulo di arte-mondo-mercato-investimento-moda-decorazioni (“minimal”, “color field”, “concettuale”): tali giochi-decorazioni sono sonniferi della cultura. È contro la “fantasia” al servizio del mercato dell’arte.

NO!art è contro tutta l’arte “da salone” del mercato globale.

NO!art è anti Pop-art: la Pop-art è reazionaria. Celebra le glorie della società dei consumi e prende in giro solo ciò che consumano le classi basse. La lattina di zuppa, la camicia economica. La Pop-art è sciovinista. Sabota e riduce l’arte sociale per tutti.

NO!art è anti-sciovinista: il dominio di qualsiasi “scuola” nazionale si basa principalmente sulla disponibilità di capitale. Il dominio di una scuola nazionale equivale a imperialismo culturale.

NO!art è arte della crisi della soffocazione culturale.

NO!art è espressione personale socialmente rilevante, è arte sociale, è arte di protesta, è arte politica, è anti-arte (anti arte-mercato).

NO!art crea naturalmente nuove forme estetiche o opera all’interno di forme estetiche contemporanee. La forma (stile) deriva naturalmente dal contenuto, l’innovazione estetica è solo un sottoprodotto dell’espressione libera e senza vincoli.

NO!art aborrisce la ricerca “clinica”, “scientifica” e pseudo-estetica di “innovazione estetica”.

NO!art ha aperto e influenzato alcune deviazioni del mercato dell’arte per le quali non può essere ritenuto responsabile. È alla radice della Pop-art del mercato, di certi lavori erotico-escapisti e horroristici contemporanei.

NO!art ha influenzato positivamente l’arte politica odierna, la stampa underground, i film e i fumetti underground, la pubblicità “sovversiva” sulla stampa underground, gruppi di azione artistica (guerrilla), eventi a contenuto sociale.

NO!art combatte dal 1959 dalla Bocca del Leone a New York City.

NO!art è stato brutalmente repressa e decimata ma non eliminata o sterminata dalla soppressione del mercato dell’arte.

NO!art da Pinups a Escrementi: una ribellione dell’arte sociale.

NO!art è “programmatico”, attraverso mostre tematiche e manifestazioni che crescono liberamente all’interno di un lavoro di gruppo cooperativo. Ogni mostra o manifestazione punta naturalmente all’attività successiva.

NO!art tenta di influenzare la vita tramite l’arte e quindi richiede risposte artistiche strategiche rapide.

NO!art fatto d’istinto, non è un’occupazione artistica.

Il tempo per YES!Art non è affatto arrivato.

fuori dall’ordinario nel mondo
sviluppo nello spazio
respiro dalla terra
flusso attraverso i confini
evoluzione delle alghe verdi
sviluppi sociali
correttezza politica
scoprire il mondo
stile di vita più sano
tracce di completezza
per battere la dipendenza
campi profughi
controllo armi
vape quotidiano
arte outsider
arti visive
rivelazione
cestino dell’arte
AMEN

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