Pink Sucks Screenprints

Come collettivo artistico FronteAcciaioCromato (F.A.C.), abbiamo realizzato una serie di serigrafie 70x50 cm che si distinguono per l'uso di giochi di parole in italiano.

Le nostre opere sono profondamente radicate nell’estetica post-punk e pop culturale, e rappresentano una ribellione attiva contro il wokeismo contemporaneo. Create nel nostro studio nel cuore di Carrara, sono pensate per colpire il cuore di chi distorce e nega le realtà, lanciate con l’arco del sarcasmo.
L’uso dei giochi di parole nelle nostre serigrafie è pensato per provocare e stimolare la riflessione. Crediamo che l’arte debba essere uno strumento per accendere il dibattito, anche attraverso ferite. Combinando immagine e linguaggio, creiamo messaggi ambigui che invitano lo spettatore ad approfondirne il significato e a sviluppare interpretazioni personali.

Le nostre opere non sono solo rappresentazioni visive, ma riflessioni su eventi attuali e fenomeni culturali. Ci impegniamo a rendere visibile l’invisibile e a distillare l’essenza delle tensioni sociali. La nostra estetica si basa sulla sinergia tra concetto, pattern archetipici e un legame personale con la creazione.
La scelta del rosa come colore dominante nella serie è una provocazione deliberata. Il rosa è tradizionalmente associato a dolcezza, innocenza e spesso a stereotipi sulla femminilità. Presentando contenuti espliciti e provocatori in rosa, utilizziamo il colore per sfidare le aspettative e le percezioni degli spettatori. Il contrasto tra il colore “carino” e testi e immagini crudi e senza compromessi crea una dissonanza che mira a spingere chi guarda fuori dalla propria zona di comfort.

Attraverso il rosa commentiamo anche l’assurdità degli stereotipi culturali: “Pink sucks” diventa una sfida consapevole a questi stereotipi!

Ecco una breve spiegazione di alcune delle serigrafie per voi cari spettatori:

Scoparmi a Pecorina

Quest’opera, con l’immagine di un cane, crea un’allusione giocosa e provocatoria alla sessualità. Il gioco di parole “Scoparmi a Pecorina” può essere letto come affermazione ironica o provocatoria che sfida le norme sociali, invitando lo spettatore a sorridere e riflettere. La rappresentazione innocente di un animale, accostata a un linguaggio irriverente, confronta chi guarda con la tensione tra estetica innocente e significato provocatorio.

Denigrate la Masturbazione

Quest’opera mostra una capra che tiene una pianta di marijuana in bocca, affrontando temi di masturbazione e condanna sociale. Il termine “denigrare” fa riferimento ai giudizi della società sul piacere personale. La capra e la pianta simboleggiano ribellione e autodeterminazione, in una rappresentazione satirica delle visioni conservatrici su questi argomenti.

Festa della Repubblica

L’opera rappresenta donne che interagiscono con un conducente, alludendo chiaramente alla prostituzione nello spazio pubblico. Offre un’interpretazione ironica della festa nazionale italiana, affrontando il tema del lavoro sessuale. Celebrare questa giornata ci permette di osservare criticamente la normalizzazione di certi fenomeni sociali e il modo in cui la società li gestisce.

Cazzo ridi, ti sporro in bocca, brutta troia gigante

Il testo è esplicito e volgare, un vero e proprio attacco verbale tra personaggi animali in stile cartoon. L’opera gioca con il concetto di insulto e aggressione in una presentazione visiva infantile e naïve. Il contrasto tra la dolcezza dei personaggi e il linguaggio duro provoca lo spettatore e invita la società a riconsiderare il proprio approccio a parole e violenza.

Razzarazza e ancora più razza

Qui i temi di razza e sessualità sono affrontati tramite la rappresentazione di un cane e di una figura umana. Il gioco di parole con “razza” richiama le discussioni sociali sull’identità razziale, mentre le figure suggeriscono un’unione sovversiva. L’opera solleva questioni di discriminazione e identità sessuale, incoraggiando la riflessione sui tabù sociali e sputando in faccia al razzismo.

Dio mi perdo nera e il mio mestiere

Quest’opera accenna alla perdita e alla ricerca di identità. Il titolo può essere tradotto come “Dio mi perdoni, questo è il suo mestiere”, riferendosi probabilmente a questioni identitarie e alla lotta interiore tra bene e male in molte persone. La ragazza nell’immagine appare persa o introspettiva, intenta a compiacere gli altri fino all’autonegligenza.

Significa letteralmente mancanza di figa

L’opera utilizza un linguaggio provocatorio per sottolineare la mancanza di presenza femminile. Le mani che formano una croce possono simboleggiare privazione o solitudine. È un’interpretazione satirica ma personale della mancanza di parità di genere, soprattutto in relazione a rapporti, sessualità e chiesa.

È sempre bello essere sopravvalutato

Quest’opera, con la testa di un unicorno, gioca sull’idea di essere sopravvalutati. Gli unicorni sono creature fantastiche spesso idealizzate, e l’opera allude al senso di pressione dovuta alle aspettative irraggiungibili. Il testo riflette sull’autovalutazione e sulla percezione di dover essere straordinari. Ironia della sorte, Trump è diventato presidente due volte ribaltando questa saggezza.

Maledetta educazione romana

Il titolo significa “Maledetta educazione romana” e si accompagna all’immagine di un elmo romano. L’opera riflette i valori tradizionali e conservatori spesso insiti nell’educazione cattolica romana. È una critica satirica ai sistemi educativi rigidi e al loro impatto sulla vita individuale, e certamente sulle cattive maniere sociali.

Ognuna di queste opere utilizza l’umorismo e la provocazione per sfidare le norme sociali. La nostra serie combina un’estetica visiva naïve con un linguaggio esplicito, spesso volgare, per rompere tabù e affrontare questioni critiche. Invitiamo lo spettatore a riflettere sui propri pregiudizi e convinzioni, e a riconsiderare quegli aspetti spesso inediti della natura e della cultura umana.

Carrara 2018

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